sabato, dicembre 19

Veb Miley Cyrus e i finti scandali

Tutta la costruzione scandalistica di questo personaggio è una vera puttanata. Produce una serie di trovate che non hanno nulla di scandaloso sul serio. Un nudo integrale non si è mai visto, la linguaccia la fanno anche i bambini, la mimica di un rapporto sessuale o masturbazione sono ridicole scene,  i baci lesbo finti ed altre trovate soft decerebrate ed infantili fanno cagare e stimolano le fantasie solo dei bimbiminkia. Messaggi e denunce sociali, naturalmente, zero. Si considera emancipata da Disney, ma ne è la continuazione,  un cartone animato con storyboard. Meno male che non calunnia il papa, non ne sarebbe all'altezza, come fece una vera grandiosa, scandalosa, mitica Sinéad O'Connor, per poi dedicare un  "Stretched On Your Grave" ad Albino Luciani e poi fare questo.

venerdì, dicembre 18

Boschi salvata da FI

"Noi stiamo all'opposizione"  (di chi?)
Al ministro Boschi sono state salvate le chiappe. Questo governo sinistrato, tendente al grigio topo, è retto dall'appoggio incondizionato di FI, secondo le direttive del suo proprietario.
Salvini aveva minacciato sfracelli, se l'alleato avesse condizionato in modo diverso il voto di sfiducia al ministro. Cosa che è stata fatta, non presentandosi al voto con l'intento, riuscito, di abbassare il quorum. Non ha fatto niente, come è ovvio, perché gli mancano gli attributi per mettersi contro il suo antico idolo televisivo. Sbraita sbraita davanti la folla leghista, ma al momento dei conti si accoda dietro come un cagnolino Dudù qualsiasi.
Adesso, a parte Salvini, che come già detto se ne starà a cuccia come al solito, e palese che la mozione di sfiducia non è passata per merito di FI, il giornale Il Giornale pubblica un pezzo che ci offre il significato di "faccia come il culo" ; attraverso un ragionamento che rasenta l'irrazionalità, il bravo giornalista capovolge la frittata, giungendo alla tesi che la Boschi si sia salvata per merito dei 5stelle. Eppure era sufficiente che i membri di FI votassero, come Lega e 5stelle e sinistritaliana, per farla decadere, ma questo il bravo giornalista non lo scrive, la forza dello stipendio. In fondo le confessioni di Bondi mettono una pietra tombale sulla pseudo attività politica del suo ex datore di lavoro.

sabato, dicembre 5

Capovalori di libri

Donne d'Italia da Cleopatra a Boschi, dopo un titolo così, fatto con  lingua in carta vetrata numero 5, suggeriamo al bravo giornalista  altri titoli dello stesso tenore:

Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi (pardon... lo ha già scritto).
I giganti dell'economia da Keynes a Brunetta.
Come si cucinano i maroni, le ricette di Isabella Votino.
Storia della musica italiana da Verdi a Gigi D'Alessio.
Playboy del XX secolo da Porfirio Rubirosa a Maurizio Gasparri.
Storia del giornalismo italiano da Montanelli a Vespa.
Grandi attrici italiane da Anna Magnani a Valeria Marini.
Da pinzillacchere a beffardo, i grandi della comicità da Totò a Carlo Pistarino.
I progressi della Teoria della Relatività: Razzi senatore.

Perché un buon libro per il caminetto riscalda l'anima e soprattutto il corpo,  ricordando che prima di andare a letto è sempre bene spegnerlo.

giovedì, dicembre 3

Spazi di memoria

Una donna si prendeva il sole, solitaria, su una sedia pieghevole, sul pontile ristrutturato a ridosso del  Charlestown Bridge. Al nostro ritorno era ancora lì, color aragosta.

sabato, novembre 21

Bibbia Corano

Non c'è niente da contestualizzare. Quello che è scritto nei testi sacri è esattamente quello che vuole dire.
Siamo noi contemporanei a decontestualizzare, decontestualizziamo il tempo e la cultura di coloro che li hanno scritti.
La religione è sempre stata riempitiva dei millenni bui della storia, riempitiva delle sottoculture e delle culture
arretrate che persistono in diverse nazioni. Ma la religione dettava esattamente quello che era lo spirito del tempo,
la guerra, il sangue, rendeva sacrale la difesa del popolo eletto, il martirio e lo sterminio del nemico.
La Bibbia e il Corano non furono compilati per offrire il trionfo della pace, ma per costruire mura ideali contro il diverso,
venerando un dio che era la rappresentazione di quel popolo.

Forse, invece di ragionare se legalizzare le armi, è venuto il tempo di  mettere in vendita, al dettaglio per tutti, giubbotti antiproiettili.

mercoledì, novembre 11

Zia Laura, perché bevi sempre acqua rocchet?

Zia Laura, perché bevi sempre acqua rocchet?
Perché così, quando faccio 'pioggia dorata' con zio, mi dura di più, piccola ficcanaso rompigliona.

 Zia Laura, perché bevi sempre acqua rocchet?
 Perché devo fare una gara di sputi.

Zia Laura, perché bevi sempre acqua rocchet?
Perché la ho gratis dallo sponsor.

Zia Laura, perché bevi sempre acqua rocchet?
Perché quella stronza di tua madre oggi ha cucinato salatissimo.

Zia Laura, perché bevi sempre acqua rocchet?
Perché l'acqua del rubinetto sa di merda.

 Zia Laura, perché bevi sempre acqua rocchet?
Appena tua madre ti viene a prendere,
mi riattacco alla vodka.

Zia Laura perché bevi sempre acqua rocchet?
Chi ti ha detto che è acqua?

Zia Laura, io da grande voglio essere bella come te.
Non avevo detto a tua madre di farti fare una visita oculistica? Comunque anche tu sei bellissima!
Zia Laura, mi sa che la miopia l'ho ereditata da te.

Laura, vieni a pranzare con noi?
Quale acqua usate a tavola?
Nessuna acqua, solo superalcolici.
Ok, allora vengo!

Zia Laura perché bevi sempre acqua rocchet?
Perché solo nelle bottiglie rocchet riesco a travasare tre bottiglie di grappa
da 700 ml.

Zia Laura perché bevi sempre acqua roccheta?
Per tenere sempre il mio fisico in forma e snello, vedi?!
Che vedo? Togliti prima il maglione oversize che non si vede un cazzo!

Zia Laura perché bevi sempre acqua roccheta?
Per catturare l'uccellino di Del Piero, cara.

 Zia Laura perché bevi sempre acqua rocchet?
Faccio finta, stupidella, è solo per pubblicità.

Zia Laura, plin plin, nel frigorifero tieni solo acqua?
Per colpa tua a scuola mi chiamano pisciasotto, vado sempre in bagno.


C'è una pubblicità televisiva estremamente ridicola. Un pesciolino, salta fuori dall'acquario di casa e in modo rocambolesco da una pozzanghera all'altra, tra tendaggi, bicchieri e quant'altro, raggiunge finalmente il mare... per raggiungere la libertà... no! per suicidarsi, è un pesciolino di acqua dolce.

Poi ci sono almeno due pubblicità con lo stesso tema, il fidanzato Peynet,  che manda messaggi amorosi alla sua lei in carr era durante una riunione in ufficio. Il surreale è che dopo lei non lo lascia, ma è ancora più innamorata del supercojone.

sabato, ottobre 24

Un mondo di merda

Non è che uno non pensi quanto l'Italia abbia bisogno di un poliico serio e responsabile, che se tace non significa che automaticamente dia il consenso ad un Renzi qualsiasi.
Si capisce che Renzi era il bambino che gestiva il gioco del Monopoli, quello che faceva le squadre, che si metteva davanti per dirigere la fila. In f ond o chi entra in politica? Chi vuol far e sold e chi è megalomane... dove è la passione? Cadute le ideologie sono caduti anche gli ideali. Ora il  mondo si divide in due grandi schieramenti, gli altruisti e gli egoisti, i politici ci sguazzano in questo gioco, ci mangiano e ci fottono. 

lunedì, ottobre 5

cronache newyorchesi

Il bravo regista Saverio Costanzo, figlio di Maurizio. Quanto gli stava sulle scatole New York? Tanto. Tanto che la sua opera prima, bel film, impegnativo, profondo, scritto con certosino rigore, rappresenta una metropoli plumbea, sterile, triste, opaca, grigia, dove non esce mai il sole. E per giunta diventa lo sfondo di un dramma che sfocia in tragedia. Certo che NY è una città che alza barriere impenetrabili, ma che a differenza di altre città come in Italia, Roma i Milano per esempio, può aprire spiragli inaspettati a chiunque. È il suo mistero. Bisogna conoscerne le chiavi e, soprattutto, sapersele costruire.
cont

venerdì, ottobre 2

Curiosità poco conosciute dai comuni non addetti e italiani.

Per esempio non sapevo che la celeberrima  canzone di Whitney Houston, lanciata per The Bodyguard, era stata creata da Dolly Parton alla fine del 60 e rientra nella sua discografia. Dolly Parton per quei pochi che non lo sapessero è stata per almeno un ventennio uno dei sogni proibiti dei maschi americani etero, biondona a boccoli con tettone esagerate e dalla voce cinguettante. Eppure cantautrice bravissima con all'attivo molti record discografici.

Nel 2008 morì negli USA l'ultima vedova di un soldato americano... della 1a GM? No,
della Guerra Civile Americana, roba del 1863 circa. Si sposò giovanissima con questo veterano già avanti con gli anni.


domenica, settembre 6

Vita di LC in ordine sparso

.. che non sono io.

Il barbiere
Il primo rapporto conflittuale con il barbiere, fu a dieci anni. Il padre lo indirizzò al barbiere che stava incominciando a frequentare. Nel locale non c'era nessun cliente,  solo un amico sfaccendato.
Come al solito L chiese taglio senza shampo, la madre glieli faceva prim lavarare  a casa, per risparmiare.  Un po' sbuffando, il barbiere, che aveva una trentina di anni e una folta capigliatura corvina, incominciò a sforbiciare. L'amico, suo coetaneo, tanto per passare l' inutile tempo, attaccò dicendo: "Questo i capelli non se li lava?". Il barbiere, con grande stile: "Eh che ne so?! Si piscierà in testa!". LC che era appena un ragazzino, non reagì, aveva promesso alla madre di tagliarsi i capelli, restò in silenzio. Pagò e non tornò più. Anzi  tornò, dopo trent'anni, per curiostà. Il barbiere che non si chiamava più barbiere ma acconciatore per uomo, aveva il viso appesantito, i capelli bianchi,  seduto con lo sguardo stanco fisso al pavimento, l'arredo era  rimasto lo stesso, la clientela anche,  neanche l'amico cojone c'era più. Il barbiere si alzò, servilmente lo fece accomodare,. "Cosa facciamo?" " Shampo e capelli", i capelli si dovevano lavare e far rimanere umidi per avere un buon taglio; da piccolo non lo sapeva, e poi come li tagli tagli a quell'età, senza pretese... Da quando aveva preso coscienza di essere adulto, si era sempre fatto il taglio dopo lo shampo. In silenzio, il barbiere fece il lavoro, concluso il quale L pagò e non tornò mai più.
Il barbiere di Siviglia si appoggiava al negozio del padre, dopo l'orario di chiusura, con la serranda semiabbassata. Il suo l avoro di contrabbando non gli consentiva di esagerare con le tariffe. Essendo un amico dell'amico del fratello, si concedeva la libertà di fare il dispensatore di consigli e fondamentalmente chiedere i cazzi altrui. Ecco perché L gli aveva dato quel soprannome. Ma non fu questo il motivo per cui lo abbandonò; è che un giorno, raddoppiò i prezzi, e siccome continuava a lavorare in nero...
A Roma trovò un barbiere, che il t ermine barbiere era anche troppo largo, vicino il Vaticano. Il locale era arrivato ai nostri giorni direttamente dagli anni Sessanta, se ne cadeva a pezzi, scarno, semibuio, povero. Ci andò diverse volte, era soddisfatto del taglio di capelli. Ma all'ennesimo lavaggio nel lavandino con la doccetta,  ritenne che era giunto il tempo di tornare ai giorni nostri.
Fu la volta dei fratelli Ten Ten,  li aveva iniziati a chiamare così perché si somigliavano e l avoravano in simbiosi, mentre uno tagliava l'altro si sedeva vicino e guardava. Poi scoprì che non solo non erano fratelli ma neanche gemelli (di lavoro), perché uno era il padrone mastro e l'altro l' aiutante muto. Così restò solo un Ten a detenere lo scettro di barbiere ufficiale. Per un periodo andò bene, quando il titolare era assente l'aiutante se la cavava egregiamente e poi gli piaceva perché non parlava. Il capo invece era piuttosto logorroico, euforico perché si era appena sposato, ma sopportabile. Finché un giorno mentre sforbiciava vivacemente alla coda dei capelli, con il suo fidato sottoTen che gli faceva da spalla, si fermò di botto e dopo alcuni secondi di silenzio, rivolto a lui:  "Guarda, qua! Uno più lungo e uno più corto". Qualche giorno prima L. si era tagliato una ciocca  posteriore che gli toccava colletto. Ten non aggiunse altro ma fu sufficiente per decretarne la fine.
Si ricordò così di un negozio, in una strada secondaria, l'aveva attratto la luce soffusa, tipo night-club, infatti all'inizio gli era sembrato una vineria. C'era solo una scritta nella vetrina, Simeon;  che fosse un coiffeur bisognava dedurlo o dilatare le pupille  per vedere attraverso la semioscurità. Si presentò speranzoso all'orario di apertura. Simeon arrivò dopo mezz'ora, era nervoso per lungaggini burocratiche, causa del suo ritardo. Poco male. Durante il taglio, L fece i complimenti per l'originalità delle luci, praticamente la loro assenza. La conversazione discreta non dispiaceva ad L, sino a quando Simeon se ne uscì con un "Stai facendo qualcosa per i tuoi capelli?". In quel preciso istante L lo depennò dalla lista dei barbieri. L aveva tutti i capelli, magari qualche zona un po' rada, ma inezie. Che un barbiere con la stessa acconciatura di Bisio volesse dare a lui un consiglio di come fermare la caduta dei capelli, non era confortante. Tutti i barbieri del  mondo sanno che non esistono rimedi, altrimenti sarebbero i primi a salvaguardare la loro materia di lavoro. L non seppe mai se Simeon avesse qualche contratto con rivenditori di prodotti per il trattamento del bulbo pilifero, perché, ovviamente, non mise più piede nel suo locale.

sabato, settembre 5

Dov'è l'autunno di una volta?

"Nubigragi in Campania, violenta grandinata  a Napoli. Il ciclone Poppea porta l'autunno."
Ma de che??
Una pioggerellina notturna, timida e ridicola, temperatura 29.8. Un pozzo di caldo. Grandine? Poppea? Da queste parti neanche l'ombra dell'autunno.

domenica, agosto 2

windowssssssssssssunozero

Ok, sono passato da Windows 7 a Windows 10. Fino ad ora è risultato indolore. Piccole accortezze nel modificare di nuovo la lingua della tastiera, da Eng a Ita. Inoltre Windows rileverà qualche sparuto crack in disuso, per voi innocuo, allora meglio non consentirgli di cancellarlo.
La scrittura generica, quella usata dal sistema operativo per le finestre di avvertimento ed altro, pare carta stampata, loro dicono che è più leggibile così... Staremo a vedere per quando aprirò i programmi impegnativi.

martedì, giugno 23

Renzi

Si è detto, a ragione, che Renzi è il Berlusconi 2.0. Solo che Renzi non ha tre tv che gli cambiano i pannoloni ogni volta che si riempiono di merda. Ecco perché Renzi, a differenza del suo padre politico,  al primo sentore di puzza, perderà consenso e non riuscirà più a recuperarlo. Per ora resiste perché non fa niente, chi non fa niente non sbaglia, però ha sempre una scadenza e lui non la rinnova.

mercoledì, giugno 17

Troppo tardi, è il terzo post

Dopo la perdita del primato politico e le condanne, le reti Mediaset hanno assunto una linea editoriale di informazione molto aggressiva.
Sono aumentate le edizioni delle testate giornalistiche in modo da coprire tutto l'arco della giornata
e i programmi di informazione sono diventati addirittura giornalieri, anche sottoforma di striscia.
Un martellamento continuo, su tutto quello che potrebbe indignare gli elettori di riferimento.
Il sindaco Marino, i migranti, i rom, Renzi e Grillo, Alfano ... Quotidianamente i tg mediase informano sul pensiero unico del "presidente" Berlusconi sull'attuale situazione politica e i suoi rimedi, nonostante abbia decaduti tutti i ruoli parlamentari.
Viene raschiato il fondo del barile delle agenzie d'informazione per trovar ogni possibile notizia,
anche la più banale, che poi viene montata a dovere, per denigrare i nemici politici del partito e
puntare il dito contro i poveri derelitti migranti e rom. Viene dato ampio spazio a personaggi
il cui nazionalismo finisce dove finiscono le loro tasche, che menzionano i poveri cristi italiani solo per contrapporli a rom e zingari. Infatti per questi pseudo soggetti politici, solo in queste occasioni esce fuori il problema degli indigenti della Patria... e a Natale . Fuori da questi temi, per i vari Salvini i poveracci italiani senza casa senza lavoro e senza pensione, possono anche fottersi.
L'abnorme distorsione dell'informazione, viene camuffata con una veste di apparente normalità giornalistica. Ma i giornalisti a servizio di Berlusconi, di fatto non sono giornalisti, nel senso etico del termini, sono soggetti politici. Passano disinvoltamente dall'informazione alla politica attiva, Minzolini, Toti, Del Debbio (costui come si sa scrisse il programma di Forza Italia), Ferrara, Giordano.
Tutte le notizie che escono dalle testate giornalistiche tv e stampa di mediaset sono dopate, drogate, deviate, corrette, pompate, cancellate, per una mortificazione del vero giornalismo, non politico. Infatti se si classificassero come testate politiche sarebbe coerente. L'Unità, per esempio, lo è dichiaratamente, il Giornale per esempio, lo è anche ma non dichiarandolo tradisce la lealtà del giornalismo. Questa condotta ha un nome, non si chiama giornalismo, nè tantomeno politico, è propaganda. Una continua propaganda politica attraverso carta stampata e tv generaliste private, contrabbandati per informazione. Quando si vede il tg4 si ascolta la line politica di Toti (ovvero del suo datore di lavoro), questa è una constatazione che nessuno può controbbattere. Su il Giornale non c'è scritto "testata di informazione di Forza Italia", ma chi direbbe che non lo sia?

sabato, giugno 13

politica e televisione privata parte 1 e 2

Molti anni fa, quando Toti giocava con le palline, Renzi era un moccoloso ragazzino logorroico, novello Enrico Luzi, e Berlusconi durante
un suo viaggio a Napoli si sarebbe potuto potenzialmente incrociare con una ragazzina per mano al padre, completamente inconsapevoli che
un giorno quella stessa sarebbe diventata la suocera di quel signore attempato dal sorriso inquietante...
Mike Bongiorno presentava un programma a quiz, ovvio, all'interno del quale c'era un gioco in cui il concorrente
doveva indovinare di chi fosse il volto che si celava dietro un puzzle. Uscì fuori il bel faccione sorridente e occhialuto di Craxi, ancora solo
segretario del PSI, e Mike lo presentò dicendo che quel giovane politico in gamba avrebbe di sicuro fatto cose buone per il futuro e bisognava seguirlo.
Come si sa le cose buone le avrebbe fatte, per lui e gli amici. Già allora i programmi tv di mediaset, allora Fininvest, si prodigavano a produrre
propaganda politica più o meno occulta. Non si sa quanto abbia contribuito, al successo del Partito Socialista e
di Craxi, di sicuro in buona percentuale, perché è un dato di fatto che Craxi divenne Presidente del Consiglio occupando tutti posti di comando.
E Berlusconi in cambio ebbe quello che ebbe.

2a parte
Berlusconi incominciò ad inquinare la politica dall'esordio di Craxi. Molti dicono che Berlusconi non è il problema, in parte è vero almeno oggi, però lui è l'origine del problema. Renzi è un problema, Salvini è un problema ma senza Berlusconi nessuno dei due ci sarebbe stato.  Le nuove creature politiche iniziano a parlare in pubblico in televisione, alcuni acquisiscono popolarità  nel vuoto pneumatico e quando lo share è sufficiente vengono lanciate in politica. Prima dell' era della tv berlusconiana, i politici si facevano conoscere per il loro impegno. Quelli dopo, diventano popolari prima per  l'immagine e per una dialettica fine a se stessa, l'impegno reale può attendere. Nei fatti c'è solo l'accaparramento dei voti.  A Berlusconi  nel futuro immediato non resterà che fare entrare nell'agone politico i volti noti dei suoi dipendenti televisivi, per continuare a curare politicamente gli interessi dell'azienda per conto suo,  sino alla sua scomparsa. Però questo monopolio mediatico e conseguente anomalia politica non si risolverà dopo la dipartita dell' attuale proprietario,  chiunque  lo gestirà in seguito,  avrà una forte influenza sul potere politico in Italia.
Una legge sul conflitto di interesse, mai fatta, non  risolverebbe la questione, una legge antitrust sì, la parcellizzazione delle proprietà, il divieto di essere proprietario di più di una rete a diffusione nazionale e la cancellazione definitiva del privilegio concesso solo a Berlusconi di essere senza concorrenza, grazie alle leggi craxiane.
Solo così la politica potrà rientrare nel suo alveo naturale,  quando ad un politico per essere tale e avere consenso non basterà mettersi una maglietta con una scritta del cazzo e gridare in tv, ma dovrà farsi il culo...

giovedì, giugno 11

Generica, osservazioni del più e del meno, soprattutto del più

Alcune volte mi chiedo se è reato esprimere opinioni. La linea di confine tra l'opinione e la calunnia non è ben definita. La Costituzione non viene in aiuto.
Per esempio se dicessi che Salvini è un coglione, peccherei di eccesso di opinione? O è una calunnia? nel senso che Salvini in effetti non ha l'aspetto esteriore di un coglione, anche se sarebbe fornito di una testa di cazzo. Tra congiuntivi e condizionali dovrei stare protetto.
Salvini non è un coglione, è uno che sfrutta il malcontento della gente per catturarne  il consenso. E ci è riuscito. Salvini è uno che ha pianificato la propria esistenza sull'immagine e l'apparire, sin dall'esordio pubblico nei programmi delle reti del prius della nuova specie politica. Inizialmente si pensava che il nuovo genere creato dal sempre eterno Silvio Berlusconi, fosse solo al femminile, dalle tavole dello spettacolo agli scranni del Parlamento. Invece è anche declinato al maschile ed i due campioni, partoriti dallo stesso ventre, sono Renzi e Salvini. Spettacolo e politica. La megalomania dell'apparire, il politico come ripiego alla carriera di attore-attrice  o shoman-showgirl.
Partono con un copione e recitano. Non hanno un disegno politico, vivono sull'onda, acquisiscono potere e forza. Sino a quando non arriva uno scandalo e li atterra. Anche Renzi è destinato a cessare, nessuno si illuda, seguirà il destino di tutti. Solo Berlusconi può resistere, perché lui, viene tenuto in vita dalla potente macchina mediatica delle sue aziende. Come fa a morire politicamente  un soggetto che ogni giorno appare in tv? Un personaggio scompare quando si spengono i riflettori su di lui. Mediaset è una piramide che preserva la sua mummia.
Ne ha combinate di ogni, da evasione fiscale a prostituzione minorile, a occupazione del potere politico per fini privati a discapito del bene pubblico, colpi così gravi che avrebbero atterrato un mammut e distrutto la carriera di qualsiasi politico al mondo. All'estero si chiedono stupiti: ma come? ancora c'è Berlusconi? e che gli vuoi rispondere? L'Italia è piccola, tre reti nazionali che martellano giornalmente che Berlusconi è vivo e lotta con noi, non sono uno scherzo.
Per chiudere, ritornando al coglione di cui sopra, non è che un Di Pietro, un Fini,  un Bossi  fossero meno capaci di Berlusconi per non essere riusciti a superare indenni lo scandalo.
Con un potere mediatico così formidabile anche un "rincoglionito" che spara cazzate e palle a ripetizione riuscirebbe a vincere per tre volte le elezioni politiche.

venerdì, maggio 29

Generica, osservazioni del più e del meno, soprattutto del meno.

Un incidente stradale mortale è il pretesto dei partiti di destra per cavalcare l'insofferenza degli elettori verso i rom. Invece gli Italiani che uccidono su strada possono restare in Italia...
Una mummia egizia ha approfittato della nuova apertura del Museo torinese per uscire dal sarcofago
ed aggirarsi per l'Italia a fare campagna elettorale.
Un certo Carlo Conti, a detta dei critici del settore il più grande presentatore del nuovo millennio, il cavallo di razza della Rai per Del Noce, diversamente bianco, ha vinto il premio come personaggio televisivo dell'anno. La sua ironia e la sua brillantezza  sono usati, in dvd,  nei penitenziari brasiliani per far abbassare il tasso di eccitazione dei detenuti in odore di rivolta e renderli depressi passivi.
Sempre in tema di tv spazzatura, esistono almeno 5 milioni di italiani che sono rimasti incolati alla tv ad ascoltare "Felicità! È un panino con il prosciutto e un bicchiere di vino marcato Albano, la Felicità!" E poi ci si domanda come sia possibile che un'anomalia politica duri da 25 anni, la pubblicità continua è l'anima della propaganda.
Che la regina Elisabetta abbia deciso di saltare una generazione di regenza, è risaputo. Il figlio Carlo è rassegnato, il regno passerà al figlio maggiore. Non è risaputo chi potrebbe succedere al paffuto dittatore coreano, qualora gli venisse un colpo di subito.
Chi sa perché le donne dei potenti sono sempre bellissime, non fa eccezione la moglie di Renzi,  per la quale tutti i giornalisti servili e lachè si lanciano in lodi sperticate.
Prima di farle fare il ministro, la Carfagna ha dovuto ingoiare qualche rospo, facendosi le ossa come onorevole "semplice" per più di un anno. La Boschi è diventata di botto ministro, ha imparato attraverso lo Spirito Santo. Renzi invece recita da Presidente del Consiglio da quando iniziò le rappresentazioni scolastiche, la parte ormai gli viene molto bene.
Eccellenza, parola abusata da un anno a questa parte. Credo che la colpa sia dell'EXPO. Per tutti quei prodotti che prima erano semplicemente genuini o di qualità, ora si usa il termine eccellenza. Tutto è diventato eccellenza. Una mozzarella di bufala qualsiasi? eccellenza; un vino doc? eccellenza? una auto della Fiat- Chrysler? eccellenza? la politica di Renzi? eccellenza; una pizza fatta da italiani? eccellenza; Rocco Siffredi? eccellenza; Carlo Conti? eccellenza. Parola che si mette in coda a "bomba d'acqua", "esondato", "rinviato a giudizio", "moderati" termine questo utlizzato per indicare gli elettori di centro destra che si eccitano quando sentono di ruspe per i rom e bombardamenti per i gommoni dei migranti, sono personcine moderate. È una foglia di fico davanti dei coglioni.

giovedì, maggio 14

ballerini provetti

Nel periodo a cavallo tra il Settanta e l'Ottanta, ogni ragazzo e ragazza
sognano di rimochiare in discoteca ballando come nella Febbre del sabato sera.
Anche nei film di genere, per seguire la moda, si mettono scene di ballo.
In Gigi il bullo, c'è la mitica gara con Vitali super Travolta vittorioso.
Ma è ne La discoteca del 1983 con Nino D'Angelo che si raggiunge l'acme di comicità.
Nel finale, ovviamente in discoteca, l'antagonista in amore si avvicina a Nino
e lo provoca davanti la ragazza: "Voi a Napoli sapete ballare solo la tarantella vero?".
Non lo avesse mai detto. Nino lo guarda con sorriso sornione, di quelli che mangiano
le tavole del palcoscenico di Broadway da bambini. Incomincia con impercettibili movimenti
da tartaruga paralitica che sorprendono  il rivale. Il meglio deve venire. Nino appoggia le mani sui fianchi, china leggermente la schiena in avanti e si prodiga in un movimento
di torsione del busto di tre gradi a sinistra e due a  destra, seguendo il manuale
della ginnastica aerobica per la terza età, livello base. Questa figura sconcerta il rivale, che
si fa cascare la mascella, come se si trovasse alla presenza di un ibrido tra Nureyev e Baryšnikov; affranto e umiliato si accascia sul divano. Intanto Nino si sfrena, chiama una controfigura donna, perché ballerini così esili e minuti non si trovano dai tempi di Don Lurio, che di schiena conclude il lavoro con qualche piroetta da manuale. Infine la scena del pizzaiolo, Nino stende le braccia con le mani a palme aperte con sguardo in estasi verso l'alto:  " 'e pizze so' pronte!"
La irresistibile parodia di Palma

mercoledì, maggio 6

lunedì, maggio 4

Italicum

Ora sappiamo che in Parlamento vi sono 334 persone che hanno avuto lo stomaco di votare una legge elettorale da vergogna. Se sono stati capaci di ciò, sono capaci di tutto. È bene ricordarlo.

martedì, aprile 28

Il senso della vita

Un sacco di patate, gettato a terra, nonostante il caos al suo interno, si stabilizzera in un'unica posizione di equilibrio. Quaranta patate, legate tra loro in un gioco di forze che danno uno e uno solo risultato, perfetto.
La vita nell'Universo si forma con questa stessa filosofia di scienza, gli elementi si incontrano e si compongono tra loro sino a formare le basi della crostruzione della vita. La domanda non è perché esiste la vita ma perché esistono certi elementi, l'azoto, il carbonio e poi la catena degli aminoacidi...
perchè esistono anche gli altri elementi, perché esiste la materia. Questa è la risposta.

mercoledì, marzo 25

Post sempre più mini

Non vorrei ritrovarmi l'amico degli animali a casa per non avere pulito la gabbia dei canarini da 5 giorni. Questi animali acquisiti... che palle!!!!
Il fatto è che quando vi passo vicino, saltano sul trespolo verso di me cinguettando fiduciosi...
Non capisco come ancora non abbiano perso la voglia di cantare... sono degli ottimisti...

lunedì, marzo 2

movimento inflazione

staticità più inflazione, movimento

lunedì, febbraio 23

Titanic vs Allure of the Seas

Titanic
1912
Dislocamento     59 052
Stazza lorda     46 328 tsl
Lunghezza     269,90 m
Larghezza     28 m
Altezza     53,3 m
Pescaggio     10,54 m
Velocità     In crociera:
23 nodi-43 km/h
Massima oltre 26 nodi
Capacità di carico     3 547 persone



Allure of the Seas
2010
Dislocamento     100.000 ca
Stazza lorda     225.282 tsl
Lunghezza     361,79 m
Larghezza     fuori tutto 60,5 m
Altezza     massima 72 m
Pescaggio     9,3 m
Velocità     22,6 nodi
Numero di cabine     2700
Passeggeri     5400 - 6400


In pratica, il Titanic oggi sarebbe la barca di appoggio dell' Allure.
vedi

domenica, febbraio 15

Cronaca sanremese

Conti è un brodino insipido con la brillantezza  di un lunotto appannato.
21.57 Malika, canzoncina d'amore, ma lodevole che non si sia tolta l'apparecchio per i denti.
 Cantano tutti alla stessa maniera e con lo stesso tema. I talent show hanno appiattito le personalità      (Maurizio Arcieri). Vedere i Sanremo degli anni Settanta.
22.03 Gianna Nannini, cover L'immensità. La canta meglio della sua Nell'anima.
22.16 Nek: "Siamo fatti per amare" "Fatti avanti amore" Tema originalissimo.
 Alla fine dell'esibizione Conti gli fa una freddura. Nek è spiazzato.
 "Gli ho detto che il Sassuolo ha perso!" Ride da solo.
22.23 Panariello imita Renato Zero. Caduta di stile nel confrontare la trentenne Boschi con la ex     ministro Cancellieri, nonna, del governo Monti.
22.47 Il Volo, ovvero "I tre Bocelli", con Grande amore; finalmente un tema nuovo!
22.52 Emma dall'alto del suo sovrappeso, saluta il babbo, tenendo a precisare che lei queste cose non  le fa; siccome è trasgressiva, presenta Sanremo.
22.53 Annalisa, testo di Francesco Silvestre: "Amore" "Baciarti e poi scoprire che l'ossigino mi arriva dritto al cuore, solo se mi baci te e non sentire bisogno più di niente". Brividi da Bacio Perugina.
22.59 Rocio, in un'azienda normale si chiamerebbe "esubero di personale". Ma siccome siamo alla Rai, non si bada a sprechi.
23.09 Selfie di Conti, per far vedere che è al passo con i tempi, con un cantante straniero imbarazzato, manco fosse Bruce Springsteen.
23.10 Parte comica, con i finti critici tra il pubblico. Hanno avuto l'approvazione del Ministero della Sanità; sono prescrivibili dal medico curante per trattare la stitichezza.
23.15 Britti: "Mi hai detto il codice sbagliato!!" Conti: "No, no! È stato corretto subito!". Sì, dopo che ha cantato... Poco dopo si alza un vento da dietro le quinte, sono le palle di Britti che vorticano.
23.20 Irene Grandi: "Con il vento sei volata via", e con lei anche la fantasia; ripetuta con varianti per sfangare il tempo della canzone.
23.30 Conti pippobaudizza , 30 secondi di appello Ilva. Bastano per far vedere che anche lui è sensibile al sociale.
23.31 Fragola, canzoncina di formazione sull'amore.
23.30 Atzei, vedi Annalisa, testo di Francesco Silvestre. "Io ti amo, mentre dentro muoio. Tu sei il solo al mondo con cui voglio stare". L'autore supera se stesso, avvicinandosi alle vette di Moccia.
23.40 Moreno, autori... una squadra di calcetto. Se tu sei un rapper, non puoi vestirti con farfallino nero su colletto di camicia candida e giacca da crooner. Poi magari Conti si ingelosisce.
23.45 Conti ricorda per l'ennesima volta di pagare il canone Rai.
23.47 Grignani, new version, capelli tirati, pulitino, canzone sanremese. Chi era costui?
23.57 Coluzzi - Di Michele, offerti dalla ditta De Filippi. Poiché Coluzzi ha perso il collo da tempo, la Di Michele per solidarietà si lascia la cravatta slacciata.
00.04 Nesli: "Buona fortuna amore". Direttamente nell'usato sicuro.
00.10 Will Smith. Seconda uscita a Sanremo, dopo la esilarante supercazzola di Bonolis e  "Prisencolinesinanciusol". Paragone improponibile, Bonolis è un conduttore, Conti un presentatore. Bonolis sta a Mario Riva come Conti sta a Daniele Piombi. Solo servizio per presentare l'uscita del suo film. Forse Conti si è esibito in qualche gag con lui ma nessuno se ne è accorto.
Da questo momento seguire Sanremo diventa una tortura cinese.
00.34 Tilt del computer per la lettura della classifica. Conti, da bravo presentatore... improvvisa mostra tutte le sue qualità per riempire il tempo di vuoto, con il vuoto...
I finalisti sono Nek, Malika, il Volo.
Ripartono le votazioni per pompare ancora qualche soldo agli abbonati Rai.
Colorado, pubblicità lunghissima, Ruggeri, premiazioni di contorno, elenco ringraziamenti  sino alle suggeritrici sorelle Pesciaroli. Poesiola persolazzata per ognuna delle vallette per ringraziare Conti. Parte Arisa con un "ti stimo", alla maniera della Pina per Ugo. Poi Rocio che  si emoziona, perchè Conti è stato come un padre. Infatti lo ringrazia di averle dato questa possibilità di guadagnare tanti soldi senza fare una mazza, manco fosse suo padre. Infine Emma che ci tiene a precisare che lei queste cose non le fa,  e che tornerà a cantare, perché lei è una tosta.
3° Malika
2° Nek
1° I tre Bocelli
Sanremo, un punto fermo della canzone italiana, fermo agli anni 80.






lunedì, febbraio 9

Allegria



Questa è una foto da Flickr dell'utente fotografo Richard.
Non riesco a staccare lo sguardo, una casetta che sembra essere fatta con i Lego, così compatta. Non manca niente, una casetta a prova di infrazione!! C'è  la scaletta esterna che porta alla soffitta, direttamente dal piano rialzato,  la porta principale è solida e quella di servizio è a spinta di coniglio; naturalmente il seminterrato, altro luogo di facile ingresso. Da questa collocazione dà la sensazione che sia una casa isolata. Ma i cavi della elettricità  e del telefono, che arrivano dal lato di vista, fanno intendere che da quella parte ci sia la strada.Le apparenze ingannano.

lunedì, febbraio 2

Fatece ride'

Dimissioni di Sacconi da capogruppo al Senato di Area popolare (Ncd e Udc) e di Barbara Saltamartini da portavoce del partito. La deputata, ha annunciato l’abbandono di Ncd, forse per approdare alla Lega. Anche Lupi è contrariato dall'azione di Alfano.
Se erano ministri... col cavolo che si dimettevano.
È facile dimettersi da capogruppo di qualcosa o portavoce di laqualunque.  Ed infatti solo loro lo hanno fatto, gli altri colleghi ministri non ci hanno proprio pensato a lasciare la comoda poltrona.
Ricordiamoci che quando il loro ex padrone chiese di dimettersi in massa, gli unici che non lo fecero furono i suoi ministri.

I diari spariti dell'abate Benedetti

Da diverso tempo mi chiedevo per quale motivo non si leggessero direttamente i diari dell'abate Benedetti. Silvagni aveva riportato, quasi previdente, ogni passo significativo, nella sua opera più famosa. Semplice risposta, per quanto avessero cercato, gli studiosi, gli storici non sono riusciti a trovare la copia originale. Per cui uno si chiede... ma Silvagni dove l'aveva ricopiati? In quale istituto, convento, biblioteca, da quale privato se li era fatti prestare o aveva avuto il permesso di consultarli? E come sono scomparsi? Il tempo li ha svaporati.

sabato, gennaio 24

un secolo di storia

Il Cinquanta  è stato  stato il decennio dell'inizio della modernità, il Sessanta il culmine della creatività, il Settanta è il decennio che ha vissuto di rendita ed ha goduto dei frutti di quellla modernità, gli anni Ottanta è stato il decennio della Restaurazione del potere, i Novanta della caduta delle barriere, il Duemila il decennio dell'uscite delle belve dalle barriere , il Ventennio...

sabato, gennaio 10

L'assiduità del male

Tu sai che sulla strada isolata che taglia la foresta, in una notte di mezza luna, a piedi, può sbucare qualsiasi creatura. Il buio genera mostri.
Di fronte all'egoismo non c'è senno che tenga
Non è che un candidato passi per una commissione giudicante psicoattitudinale che abiliti alla
professione, è il popolo che lo elegge. E dopo aver preso il potere
gradualmente... può osare.
La politica permette certe aberrazioni.

L'egoismo è quello del popolo avido di promesse, l'egoismo è quello della squadra politica
che fa quadrato attorno al leader , giustificando e difendendo
ogni sua degenerazione, in cambio di potere.
Fu quello che successe con Mussolini, fu quello che successe con Hitler; perché stupirsi di Auschwitz?

La domanda è: un folle, un degenerato,  può prendere il comando di una nazione progredita? La risposta è sì!